Gli ingegneri meccanici devono affrontare tempistiche sempre più strette, ingombri di prodotto più ridotti e una pressione crescente per allinearsi perfettamente con i team elettrici.
Nell’attuale contesto di progettazione, la disconnessione tra ingegneri non può più essere ignorata. Le richieste rivolte ai team comportano la necessità di semplificare le interazioni tra reparti, e la comunicazione è al centro di ogni sviluppo.
Nonostante l’adozione dei sistemi CAD, i dati di progetto continuano spesso a risiedere in silos isolati, rendendo l’integrazione soggetta a errori che, vista l’abbondanza di dati disponibili, dovrebbero essere del tutto evitabili. Quando i team ECAD e MCAD lavorano fuori sincronia, il costo non è solo la rilavorazione, ma anche la stessa fattibilità del prodotto.
Questo articolo analizza le crescenti esigenze dei team di ingegneria, gli effetti che una comunicazione inefficace ha sull’avanzamento dei progetti e la necessità di una soluzione più intelligente per favorire una maggiore collaborazione tra gli ingegneri dei circuiti stampati (PCB) e gli ingegneri di progettazione meccanica.
I progettisti di oggi devono affrontare una pressione crescente per ridurre gli ingombri dei prodotti e prolungarne il ciclo di vita. Queste esigenze derivano da due fattori chiave:
Al centro di questa sfida c’è un compromesso ben noto: ridurre le dimensioni mantenendo (o migliorando) la funzionalità. Questa spinta sta rimodellando il modo in cui gli ingegneri lavorano tra reparti diversi. Non è più sufficiente che i team operino in silos, e i team sono sempre più consapevoli di questi limiti man mano che aumentano le aspettative dei clienti.
Un esempio importante di questo cambiamento è rappresentato dall’emergere dell’elettronica strutturale, che introduce sfide più specifiche legate alla selezione dei componenti, al loro posizionamento e agli aspetti prestazionali che allineano funzioni elettriche e meccaniche (circuiti integrati in alloggiamenti, pannelli, involucri e chassis per rispondere alle esigenze del mercato e dell’ambiente).
I ME e gli EE sono sempre più coinvolti in discussioni che vanno oltre le loro responsabilità tradizionali. Le loro scelte progettuali incidono ora direttamente sull’approvvigionamento dei componenti, sulla producibilità su larga scala e sull’affidabilità dei prodotti finali. In un flusso di lavoro più connesso, comprendiamo che la collaborazione non è più facoltativa, ma essenziale.
Quasi ogni sistema è elettromeccanico e, poiché sempre più elettrodomestici, veicoli e altri beni essenziali incorporano sistemi elettrificati e digitali, il rapporto tra i progettisti meccanici e i loro omologhi elettrici è fondamentale sotto molti aspetti per garantire l’accuratezza dei prototipi di prodotto e oltre.
Sebbene per gli EE l’attenzione sia rivolta alle prestazioni del circuito, all’integrità del segnale e al comportamento dei componenti, il contesto meccanico è fondamentale per diversi motivi. Con l’emergere di nuove esigenze elettromeccaniche, la progettazione meccanica definisce alcuni parametri dei PCB, poiché le loro funzioni devono ora essere tradotte nell’elettronica strutturale.
Spesso ME ed EE lavorano con le migliori intenzioni, ma le loro modalità di collaborazione mancano di coesione.
I team che operano in divisioni separate hanno bisogno di una visibilità in tempo reale sullo stato attuale del progetto, ma anche questo può comportare ostacoli specifici. La domanda non è “di quali dati hanno bisogno?”, bensì “come dovrebbero essere presentati questi dati?”
Dal punto di vista dell’efficienza, i ME non possono perdere tempo a decifrare tutte le complessità della progettazione dei circuiti elettrici, e viceversa. I team hanno bisogno di visibilità sugli aspetti del progetto che influenzano le fasi successive del loro lavoro, e questo si ottiene condividendo i dati rilevanti in un formato traducibile rispettivamente sia per i ME sia per gli EE.
La velocità con cui i progetti PCB possono evolvere rende necessaria una condivisione efficiente dei dati per migliorare la collaborazione.
Riepilogo delle criticità collaborative:
Trasmettere informazioni di progetto sotto forma di screenshot e file statici resta una soluzione tampone comune. Il problema? I dati diventano inutili rispetto al ritmo dello sviluppo prodotto. Queste istantanee congelano nel tempo l’intento progettuale, offrendo poca visibilità sui vincoli o sulle intenzioni correnti.
Uno screenshot del layout di un PCB non può comunicare zone di rispetto, vincoli termici o requisiti di montaggio. Né può essere interrogato o integrato negli ambienti MCAD per la validazione. Questo approccio statico porta inevitabilmente a interpretazioni errate e costringe i team meccanici a prendere decisioni progettuali sulla base di informazioni incomplete o obsolete.
Pur lavorando verso lo stesso obiettivo di prodotto, EE e ME operano spesso secondo paradigmi progettuali fondamentalmente diversi. Queste discipline si basano su toolset distinti, ECAD contro MCAD, e comunicano usando terminologie, formati dati e intenti progettuali differenti.
L’ECAD si concentra sulla circuiteria, sull’integrità del segnale e sulla verifica delle regole elettriche, mentre l’MCAD dà priorità alle tolleranze fisiche, al comportamento dei materiali e ai vincoli spaziali. Gli output dei dati (DXF, IDF, Parasolid o file STEP) non sono sempre direttamente interoperabili senza uno strumento di traduzione, una soluzione di co-design che condivida i dati di progetto in un formato comprensibile. E quando lo sono, raramente catturano l’intento progettuale.
Questa disconnessione costringe gli ingegneri a tradurre o approssimare il lavoro reciproco, con un rischio intrinseco.
I team elettrici e meccanici lavorano su tempistiche separate verso la stessa scadenza, utilizzando file distinti. Considerato questo fatto, la deriva delle versioni diventa un rischio serio, poiché il margine di errore è minimo e le loro tempistiche raramente si allineano con gli sviluppi delle controparti.
Un ME potrebbe fare riferimento a un modello STEP esportato una settimana prima, senza sapere che nel frattempo un connettore è stato riposizionato nel layout ECAD. Quando questa mancata corrispondenza viene rilevata, generalmente durante l’assemblaggio del prototipo, il costo della rilavorazione è al massimo e la timeline di sviluppo risulta compromessa.
Le revisioni di progetto sono fondamentali, ma spesso vengono condotte come eventi distinti di fine fase, molto tempo dopo che le decisioni progettuali chiave sono già state prese. A questo punto, i progetti meccanici ed elettrici possono essersi discostati in modo significativo, facendo emergere problemi di allineamento. Le revisioni nelle fasi avanzate tendono inoltre a essere reattive, concentrate sui problemi invece che sulla loro prevenzione.
Ciò che serve è una validazione continua del progetto, precoce e frequente, con visibilità in tempo reale sui progressi di ciascun team. Integrare checkpoint condivisi lungo tutto il processo di progettazione non solo riduce al minimo le sorprese, ma favorisce anche un flusso di lavoro più iterativo e collaborativo.
Gli ingegneri subiscono una forte compressione dei tempi di progettazione a causa della riduzione del time-to-market. In effetti, gli errori tra EE e ME riflettono il ritmo e la pressione dei moderni ambienti di progettazione.
La spinta verso dispositivi elettronici più economici, più rapidi da sviluppare e più compatti esercita un’enorme pressione sui team di progettazione. Per affrontare queste interruzioni, soprattutto nella traduzione dell’intento progettuale e del feedback in tempo reale, gli ingegneri hanno bisogno di più. Serve un’infrastruttura che supporti una collaborazione sincrona e nativa per ciascun dominio.
Il co-design MCAD in Altium Develop è pensato per lo sviluppo di prodotti elettromeccanici, sfruttando l’ambiente di progettazione PCB di Altium e incorporando ancora più visibilità per entrambe le discipline progettuali.
Il white paper qui sotto sulla progettazione collaborativa per progettisti MCAD e PCB approfondisce ulteriormente queste pressioni, sottolineando l’importanza del lavoro di squadra per raggiungere l’efficienza. Il co-design MCAD agisce come soluzione di trasferimento dati on-demand con tempi di implementazione minimi ed evita il dispendio di tempo legato all’introduzione di nuovi sistemi CAD.
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Sebbene la risposta risieda nel modo in cui i team comunicano tra loro, la domanda successiva è: “Come lo fanno?”
Gli ingegneri meccanici che desiderano restare sincronizzati con i loro team PCB possono trarre vantaggio dal co-design MCAD, che riunisce tutte le informazioni necessarie ai team nel loro linguaggio di progettazione e in un formato su misura. Questa funzionalità sfrutta la condivisione bidirezionale dei dati di progetto e delle comunicazioni tra ME ed EE, offrendo un vantaggio significativo. Grazie al co-design MCAD, gli ingegneri possono continuare a utilizzare i loro sistemi CAD preferiti, tra cui:
Il risultato? Sia gli EE sia i ME lavorano nei loro strumenti nativi, restando comunque sincronizzati. L’intento progettuale viene preservato tra discipline diverse, riducendo gli scambi continui e accelerando i cicli di progettazione.
MCAD codesign elimina gli errori di comunicazione basati su file, offre agli ingegneri la possibilità di comprimere le tempistiche di progettazione e aiuta gli ingegneri meccanici a contribuire ai progetti con maggiore precisione.
Che tu debba realizzare elettronica di potenza affidabile o sistemi digitali avanzati, Altium Develop unisce ogni disciplina in un’unica forza collaborativa. Senza silos. Senza limiti. È il luogo in cui ingegneri, progettisti e innovatori lavorano come un tutt’uno per co-creare senza vincoli. Scopri oggi stesso Altium Develop!